Stefano Olla :: Audio Engineer, Producer and Drum Programmer
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Crescite... sviluppi... rinascite. - The EnginEAR @ 24 Oct
Nove mesi.

Il silenzio in questo blog ha indistintamente rappresentato l'incubazione spirituale che quest'anno mi è stata (più o meno gentilmente) proposta.

Il 2010 mi ha messo di fronte contemporaneamente, e in più riprese, il punto più basso e il punto più alto della mia vita. Mi ha permesso di affrontarli entrambi, come lezioni (dal costo elevato) che ti cambiano, e la cosa migliore da fare pare sia accettarle.
Quando ti trovi al punto più alto della tua vita non hai alcuna difficoltà a farlo: chiedi di averne ancora, non sei mai sazio, durante quelle lezioni il tempo vola.

Quando ti trovi al punto più basso noti che alcune lezioni le avevi già seguite.

Viaggi, persone, culture... ricordi che si ripresentano...
Sono una marea le cose successe da Gennaio a oggi, probabilmente ci vorranno un paio di post. Ma ho promesso al sito che riprenderò a dedicarmi anche a lui (si è lamentato!).

Ordine cronologico?

Los Angeles
Un'esperienza impressionante. Difficile da descrivere!

Partendo dal presupposto che San Diego, ad appena un'ora di distanza da LA, è stata scientificamente riconosciuta come la città col miglior clima al mondo per l'essere umano (!), quello che mi ha impressionato più di tutto non son stati i macchinoni grandi quanto furgoni che vedi ovunque; non è stata l'aria che si respira a Santa Monica mentre ti registrano un film durante la tua passeggiata in spiaggia, o a Venice Beach quando passeggi davanti alla palestra dove si allenava Arnold (Schwarzenegger) e il conterraneo Franchino (Columbu! )... dovrei citare anche la sign di Hollywood, che vista da vicino effettivamente un sorrisino malefico te lo fa venire.

No. Non è stato nemmeno l'essersi trovati di colpo in mezzo ai più grandi professionisti della musica (uno dei punti forti del NAMM Show è che, essendo aperta al pubblico 1 solo giorno su 5, i BIG non hanno timore di essere assaliti da una mandria inferocita di penne, foglietti e macchine fotografiche mentre si fermano a guardare lo stand dove stai suonando).
 
È stata l'umiltà, la disponibilità e la positività di questi professionisti che mi ha sconvolto.
L'ottimismo con il quale in un momento di crisi, in un momento di VERA crisi (e mi limito a questa precisazione per non influenzare politicamente questo post), sono capaci di smuoversi, di attivarsi, di organizzare nuovi eventi e portare avanti nuove iniziative per ripartire, in un campo come la musica che già normalmente è capace di metterti a dura prova, e dove ripartire spesso significa ripartire letteralmente da zero.
Se ti dicono "io e te dobbiamo fare qualcosa assieme", non passano due anni prima di incontrarli nuovamente... la mattina dopo te li trovi al telefono con l'agenda in mano!!



La parola ha ancora un valore.

Il rispetto ha ancora un valore.



Infinita la gratitudine nei confronti di persone semplici e piacevoli, tanto quanto disponibili e dal talento impressionante, come Hussain Jiffry, Keith Rice, JP Cervoni.
Infinito il piacere di conoscere Patrick Abbate
, chitarrista virtuoso con un talento impressionante, nonché sardaccio comico di natura che ci ha fatto sentire letteralmente a casa malgrado ci trovassimo a 16 ore di volo dalla nostra terra.

E ovviamente doverosi e sinceri i ringraziamenti per Reference Laboratory
e Angelo Tordini, che ha dato il meglio di sé durante le interviste del Reference Daily News, e Roberto Diana, immancabile socio a delinquere anche nelle produzioni californiane e fraterno compagno di viaggio senza il quale questo viaggio non sarebbe stato così significativo.

Aneddoto
Appena arrivati a Los Angeles abbiamo fatto impallidire una cameriera!
Ne vado abbastanza fiero. Dopo un totale di 26 ore trascorse in mezzo ad aeroporti e aerei, il sonno non ha potuto rivendicare alcunché di fronte alla fame violenta che ci attanagliava più o meno da quando eravamo sopra il Tennessee. Deciso che una volta raggiunto l'albergo avremmo assalito il primo fastfood in zona, il Denny's sulla West Century Blvd ha quindi avuto l'onore di inaugurare la mia ingorda, insaziabile e ossessiva voglia di hamburger americani (che in pochi minuti ho capito che sono tutta un'altra cosa rispetto a quelli che ci propinano qui in Italia): la cameriera si è avvicinata al tavolo, gentile e ingenua, e una volta segnato il primo menù, un classico di cheesburger con patatine che non definirei semplicemente "fritte", ci ha chiesto le bevande e dando per scontato che fossimo persone normali, o forse addirittura semplici turisti (), si è allontanata dal tavolo fino a quando all'unanimità le è stato chiesto (urlato? intimato?!) di attendere che stavamo finendo di scegliere i nostri sandwiches con ulteriore tripudio di patatine, questa volta "semplicemente fritte" (c'amm 'a fà!).

I 4 menù hanno spinto la cameriera a palesare orgasmica ammirazione nei confronti dei due forestieri appena giunti in città, e noi a trasudare incisive affermazioni di approvazione nei confronti della proposta culinaria locale.

Un idillio di ormoni e salse barbeque è girato nell'aria. L'esperienza californiana è cominciata bene fin da subito.

...continua...





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